Perché la prima impressione conta?

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In un mondo dominato da social media come Facebook, Instagram e Youtube, è quasi diventato scontato parlare dell´immagine personale come una delle cose più importanti da curare, sia nella nostra vita personale che in quella professionale. Tuttavia, ogni tanto ci si dimentica che l´immagine personale nella società non era meno importante quando le più moderne tecnologie non erano che un miraggio! Oserei dire che non c´è stata nessuna epoca che l´umanità abbia attraversato che non abbia messo in primo piano l´ aspetto esteriore e le capacità di comunicazione. Da sempre, infatti, le persone si incontrano in spazi comuni e si preoccupano sempre molto di dare una bella impressione a tutti (o almeno ad alcuni). I social media, dal canto loro, hanno solo ampliato lo spazio fisico in cui questi incontri avvengono, portandoli dal fisico al digitale, e facendo sì che la preoccupazione di apparire eleganti davanti al proprio vicino si trasformi nella necessità di apparirlo con il collega in videoconferenza da New York.

Ma come ci si forma una prima impressione di qualcuno? Ci sono molti elementi da considerare. Per prima cosa,  bisogna dire che la prima impressione si forma molto velocemente nella nostra mente. Ci sono molte ragioni per cui, dal punto di vista evolutivo, è importante che ci si formi velocemente un´idea di chi ci sta di fronte. La prima impressione per esempio ci permette di capire in poche decine di millisecondi lo stato emozionale della persona che si avvicina per strada, e ci permette di capire se questa persona rappresenta una minaccia, o per qualche motivo dobbiamo starle alla larga. Se siamo attratti da questa persona potremmo decidere di sorriderle, mentre se temiamo che ci possa attaccare, possiamo tentare di fuggire in tempo. In entrambi i casi, il tempismo è importantissimo. Inoltre,  il nostro cervello é sempre impegnato ad analizzare il mondo che ci circonda e a decidere che cosa farne, ed è essenziale che la quantità di informazioni che deve elaborare non sia troppo grande o superflua. Infatti il nostro sistema nervoso ha risorse limitate e non può permettersi il “lusso” di spendere inutilmente istanti preziosi ed energie limitate. Grazie alle prime impressioni, in pochi istanti possiamo farci una prima impressione di un passeggero che è seduto vicino a noi su un treno e decidere in che modo comportarci con lui se, ad esempio, vogliamo chiedergli di cambiare posto, e questo senza doverci necessariamente parlare per ore o vagliare tutti i possibili effetti di questa interazione.

Ovviamente, questa prima impressione si forma di solito in gran misura sulle caratteristiche fisiche della persona. Perché questo avviene? Ancora una volta, è principalmente per una questione di “risparmio”! Il nostro campo visivo è infatti la fonte principale delle informazioni che il nostro cervello elabora e sono quelle maggiormente disponibili nei vari contesti in cui ci si relaziona con gli altri. Ovviamente, quanto prima ci si relaziona con una persona, più la prima impressione sarà basata anche su aspetti non legati all´apparenza fisica, come la capacità comunicativa o lo status sociale. Ma anche in questo caso, il tempo in cui ci si forma una prima impressione è molto corto e impieghiamo non molto di più per decidere con noi stessi se una persona è simpatica, educata o abbiente.

Insomma, gli esseri umani sono estremamente abili e veloci nel formare impressioni personali accurate basate in pochissime informazioni, per lo più basate su quello che il loro campo visivo può elaborare. Molte ricerche in ambito psicologico hanno convenuto che le persone possono formare in maniera piuttosto precisa le loro impressioni sulla personalità, orientamento sessuale ed intelligenza su qualcuno che hanno visto anche solo in foto, o coi cui hanno soltanto interagito via chat. Ovviamente, il fatto che ci si formi un´idea su qualcuno, non è detto che questa idea sia corretta! Ad ognuno di noi è capitato almeno una volta nella vita di vedere qualcuno avvicinarsi in un negozio per chiederci la taglia di un maglione ( anche se non lavoriamo in quel negozio e stiamo semplicemente facendo shopping) o di sentir parlare di “suo nipote” perché scambiati per la nonna di un bambino che è semplicemente seduto affianco a noi. Eppure, nonostante i criteri non siano sempre accurati e ci portino a fare errori, in maniera più o meno cosciente tutti si formano una prima impressione. È semplicemente qualcosa che fa parte di noi, a livello biologico, e ci accompagna da sempre. Inoltre, sappiamo che dettagli come la marca di una maglietta indossata oppure il racconto di un amico che descrive la persona in questione come “divertentissima” possono creare preconcetti e previsioni sulla persona stessa, che saranno poi molto difficilmente modificabili!

Possiamo discutere se questi preconcetti siano sempre positivi, se sia giusto seguirli e come combattere i pregiudizi legati a questi preconcetti. Negare però l´importanza della prima impressione significa non voler fare i conti con la realtà. Possiamo dire che ci sono pregiudizi legati a quello che gli altri pensano di noi quando ci vedono per la prima volta? Certo, ma quello che non possiamo fare è ignorare che farsi una prima impressione è assolutamente accettabile, giacché abbiamo delle valide ragioni di credere che abbia aiutato molto la nostra società ad svilupparsi ed a crescere.

@pascalcampionart
instagram.com/pascalcampionart

 

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